FORNO Cascina Croce - Ghiacciaia Favaglie

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FORNO Cascina Croce

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Pagina in preparazione

FORNO
A LEGNA
DI CORTE ALBERTI  

Come si presenta ora dopo il suo restauro

Aspetti Storici
L’antico forno di Corte Alberti a Cascina Croce, ora restaurato, trae origine dalla necessità, che un tempo avevano le famiglie della nostra campagna di panificare con minore dispendio possibile di risorse, quali il lavoro e la  legna.  Ecco allora sorgere la necessità di avere un forno comunitario, che veniva utilizzato da molte famiglie. I pani venivano portati al forno già lievitati e pronti per essere infornati. Poteva accadere che per caricare il grande forno non bastavano i pani di una sola famiglia, ecco allora la necessità di segnare i pani per distiguerli a cottura avvenuta. Il forno è ubicato all’interno della corte Alberti in Cascina Croce a ridosso del muro di cinta, e da come risulta da un antico atto catastale era originariamente costituito da una prima struttura massiva in muratura di mattoni con all’interno la camera di combustione, e da un portico antistante al forno: il tutto era collegato da una copertura in coppi.
Un particolare rogito notarile affidava ai proprietari degli immobili prospicienti la corte Alberti la custodia e la manutenzione del vecchio forno e della pompa per l’acqua.


Il forno di Corte Alberti, ormai in disuso, era ridotto veramente in cattive condizioni. La struttura di copertura era crollata e parte dei mattoni erano spariti, forse riutilizzati per altre costruzioni, il suo destino era certamente di sparire come avviene per tutte le rovine di edifici storici lasciati abbandonati al degrado del tempo se non fosse intervenuta  ITALIA NOSTRA sezione Milano Nord-Ovest, associazione volontaristica che da tanti anni opera sul territorio di Cornaredo, che per non perdere una delle ultime testimonianze della nostra civiltà agreste,  si è attivata per raccogliere i consensi di tutti i proprietari residenti e ha provveduto a predisporre le attività necessarie per il suo recupero con i rilevamenti dell'antica struttura necessari per compilare un progetto di recupero e la sensibilizzazione dei cittadini di cascina Croce con la raccolta dei fondi; si sono uniti a questo scopo la PRO LOCO di Cornaredo ed un gruppo di cittadini, gli AMICI DEL FORNO DI CASCINA CROCE.



I progetti presi in esame sono stati due, uno proponeva di ricostruire l'originale tettoia iln legname ed un'altra soluzione prevedeva una semplice sporgenza in muratura. Di concerto con l'Ufficio Tecnico del Comune di Cornaredo si è scelta la seconda soluzione in muratura perchè il terreno antistante non era più utilizzabile dato il suo utilizzo per il transito di un proprietario della corte, ed inoltre anche perchè più durevole nel tempo.


 



Nello studio della nuova architettura, oltre alla introduzione di un arco in mattoni a vista, si è cercato di dare al forno una robusta consistenza in grado di sfidare il tempo.
L’esecuzione dei lavori è poi stata affidata da Italia Nostra ad esperti tecnici che con impegno hanno  provveduto a risanare la vecchia struttura del forno ed a ricostruire il nuovo involucro architettonico
Il Cantiere – Esecuzione struttura, Impresa costruttrice OGGIONI, Costruzioni Edili di Cornaredo. Cassero voltino, Sig. Asandri – Progetto e Direzione Tecnica, Geom. Ghidorzi, ITALIA NOSTRA. Esecuzione del comignolo, Sig. Bruno Grezzi.
Il nuovo assetto del forno, in alternativa al primitivo portico (ormai non fattibile per le esigenze di passaggio, che nel tempo sono subentrate alla vecchia sistemazione) ha un voltino che come sostegno utilizza il proseguo di circa 50 cm delle murature laterali, una struttura pensata per resistere nel tempo e proteggere il frontale del forno restaurato.

Aspetto particolare, che merita di essere segnalato, è la particolare evacuazione dei fumi della combustione durante il preriscaldamento del forno. In questo forno, a differenza di quanto avviene per vecchi forni da pane, i fumi non escono subito dal lato frontale, ma percorrono tutta la volta interna per imboccare due condotti posti sul fondo della camera di combustione, ed uscirne sul frontale, al di sopra del portello di imbocco al forno.  Questo lungo percorso rappresenta un significativo esempio di recupero termico, che viene a migliorare (come per le stufe di nuova generazione) notevolmente il rendimento termico del forno.
Il restauro del forno ha previsto le seguenti attività:
• Rimozione delle parti di muratura degradate e ristrutturazione dei due muri laterali di contenimento del forno;
• Riformazione delle falde del tetto come da timpano esistente, formazione della gronda sporgente con voltino in mattoni e messa in opera di una copertura in coppi antichi;
• Ricostruzione della cappa e del comignolo antistante l’imbocco del forno;
• Riparazione del piano di cottura e rimessa in opera del portello in ferro;

Il restauro è pienamente riuscito: il forno ad iniziare dal 22 Settembre 2001, giorno del suo collaudo, è stato utilizzato per sfornare pizze e pane


 
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